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Solerti Continuatori

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Don Vincenzo Vollero
Addormentandosi nel Signore Suor Maria di Gesù Landi affidava alle sorelle Anna e Concettina la custodia ed il culto della venerata immagine della Madonna dell'Oratorio di Via Duomo. L'8 giugno 1938, però, essendo morte anche esse, il Card. Ascalesi decise di trasferire il quadro dell'Incoronata nell'area del nuovo tempio; e dopo tre giorni di solenni festeggiamenti liturgici nel Duomo, il 12 dello stesso mese lo portò a Capodimonte con una memorabile processione per le vie di Napoli; e lo collocò nella Cappella del Santo Natale, nell'edificio-conventino delle Ancelle della Chiesa, la Congregazione Religiosa femminile di Giurisdizione Diocesana, che la pia aveba pensato di istituire per il servizio del tempio e delle Opere annesse.

“…con il fine di promuovere la maggior gloria di Dio e cercare la propria santificazione offrendosi al Padre Celeste per i bisogni della Chiesa e quasi lampade collocate davanti alla Madre Celeste a beneficio del loro Pastore…” (dagli scritti della madre fondatrice). “…Il loro Apostolato è svolto in collaborazione dei Pastori della Chiesa, nella comunione di intenti e di preghiere e nella condivisione di programmazione e di iniziative”(dalle Costituzioni della Congregazione). “…Secondo lo spirito del loro carisma, particolare disponibilità le Ancelle mostreranno alle richieste di collaborazione con i sacerdoti dediti al servizio del Santuario dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio in Napoli” La costruzione del tempio continuò prodigiosamente anche durante la guerra che afflisse il mondo alla fine della prima metà del secolo.

E nonostante le enormi difficoltà per l'approvvigionamento delle materie prime e dei fondi di finanziamento, subito dopo la fine di essa, nel 1948 il Card. Ascalesi, poté porre sulla cupola del tempio ormai completato, la Croce di chiusura, nella quale erano state inserite una Reliquia della Santa Croce di Gesù ed una medaglia commemorativa espressamente donate da Papa Pio XII. L'11 maggio 1952, anche il Card. Ascalesi – che negli ultimi anni si sua vita si era trasferito a Capodimonte, occupando prima l'appartamento riservato dalla stessa Madre Landi all'arcivescovo pro tempore di Napoli, alle spalle del Tempio, poi in una camera al primo piano del Convento delle Ancelle della Chiesa che amorevolmente lo accudirono, piamente morì contemplando per l'ultima volta l'immagine della Madonna Incoronata il cui quadro egli aveva voluto presso il suo letto. Morì sereno, giacché le sorti degli impegni ecclesiali delle Ancelle della Chiesa erano saldamente affidate alla responsabilità della solerte madre Barone succeduta a Madre Landi; e quelle del tempio ala fervida dinamicità di mons. Francesco De Simone, fervido appassionato devoto dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio. Costui provvide con instancabile vivacità alla decorazione plastica e musiva di tutto il complesso; nonché al suo arricchimento con l'acquisizione al Tempio di insigni opere d'arte scultoree e pittoriche recuperate da altre chiese di Napoli, distrutte o rovinate dai bombardamenti aerei dell'ultima guerra. Il 25 aprile 1953, il nuovo arcivescovo Card. Marcello Mimmi inaugurò la facciata.

E finalmente, il 26 aprile 1960 il Card. Alfonso Castaldo ebbe la gioia di consacrare solennemente il Tempio. Successivamente, il 6 gennaio 1968, l'arcivescovo Card. Corrado Ursi, proclamava il Tempio Santuario Mariano Diocesano; ed il 6 gennaio 1980 con Decreto della Sacra Congregazione dei riti, Basilica Minore. Nel frattempo, il 27 gennaio 1974, moriva mons. De Simone, affidando le attività del tempio a mons. Ugo Grazioso. Attualmente le sorti del Tempio sono affidate alla solerte cura di Don Vincenzo Vollero.