I always recommended BlueHost Reviews for my clients. How to find the best web hosting service for business websites.

Il Tempio di Capodimonte

Stampa

La solenne cerimonia della incoronazione attirò sulla Madonna del Buon Consiglio di Via Duomo, l'attenzione di tutta la città: che compatta e devota, in continuo pellegrinaggio, salì all'Oratorio della pia religiosa durante gli otto giorni successivi, nei quali furono celebrati solenni riti. Pellegrinaggi che non si estinsero con la fine dei festeggiamenti, ma continuarono con uguale frequenza anche se in forma privata.

Anzi, essi aumentarono, anche per intensità spirituale, durante gli anni tristi della Prima Guerra Mondiale; durante i quali la Madonna continuava a mostrarsi qual è: madre degli afflitti e dei desolati. I quali non dimenticavano di dimostrare la loro riconoscenza con il dono degli ex-voto, che ora sono, in parte, esposti nella sacrestia e nel tesoro della Basilica. L'affluenza e la fiducia dei devoti che salivano all'Oratorio di Maria Landi, convinse la pia religiosa a riprendere l'antico progetto di innalzare alla SS Vergine un tempio a Capodimonte. Ne parlò al Cardinale Prisco, allora arcivescovo di Napoli; rivelandogli pure che già nel 1900 la Vergine SS le aveva detto di una mistica contemplazione: “Volo ut edifces mihi magnum templum super Catacumbas”.

Invito che le fu ripetuto più volte; e con più premurosa insistenza nella solennità di Pentecoste del 1916. Il Card. Prisco, dopo gli ovvi iniziali tentennamenti, si decise a caldeggiare l'idea: e nel dicembre del 1918, subito dopo la fine della guerra, nominò una Commissione di competenti, scelti fra i devoti della Vergine Incoronata e sinceri estimatori delle intenzioni di Maria Landi. La scelta del sito, a Capodimonte, fu facilitata dalla donazione di una villa con annesso parco fatta da una devota benefattrice proprio sulla massa tufacea in cui sono scavate la Catacombe di S. Agrippino (poi di San Gennaro) e di San Gaudioso.

Il progetto del tempio, scelto ed approvato dalla Commissione, fu quello dell'architetto Vincenzo Veccia, che seppe dare veste tecnica all'idea di suor Landi: quella cioè di una figuratività non pedissequa ma di forte richiamo alla Basilica di S. Pietro a Roma, centro e simbolo della Chiesa Cattolica, della quale la Madonna del Buon Consiglio era proclamata Regina. Titolo che le fu riconosciuto ufficialmente con Decreto della Sacra Congregazione dei Riti il 13 giugno 1921. La prima pietra fu posta da Mons. Zezza, vescovo ausiliare del Card. Prisco impossibilitato ad intervenire per la tarda età, il 6 gennaio1920: esattamente otto anni dopo la solenne incoronazione della sacra immagine.