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L'Associazione Dame dell'Incoronata

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Suor Maria Landi, fondatrice della Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte, fu da sempre elettivamente portata ad isolarsi, nascondersi nella preghiera e nel sacrificio, ma, nello stesso tempo, dimostrò fin dalla prima giovinezza, di avere uno straordinario carisma che attirava continuamente intorno a lei numerose persone pronte a dedicarle il loro tempo e il loro appoggio.

Nelle tante missioni benefiche in cui si prodigava generosamente, anche per incarico dei vari arcivescovi di Napoli che ne ebbero stima e considerazione, fu accompagnata da signore e giovani donne di ogni ceto sociale, che, sempre più numerose si stringevano intorno a lei. Con l'inaugurazione dell'oratorio in via Duomo, l'incoronazione della Madonna del Buon Consiglio, accordata con speciale concessione da S.S. Pio X e i grandi festeggiamenti che la seguirono, le sue figlie spirituali vollero unirsi, dando vita all'Associazione delle Dame dell'Incoronata.

Il riconoscimento ufficiale e la benedizione della Chiesa, però, tardarono ad arrivare, un pò per l'umiltà di Suor Maria che, quando si trattava di chiedere si tirava sempre indietro e un pò per la tendenza caratteriale del Cardinale Prisco a tirare le cose per le lunghe. Alla fine, però, la tenacia delle Dame venne premiata e fu lo stesso Cardinale a volere l'Associazione, restandole, da quel momento in poi, sempre paternamente vicino.

Lo statuto fu abbozzato e portato a termine dalla stessa Madre Landi non di getto, ma con meditata e paziente attenzione e sottoposto al Cardinale Prisco perchè l'approvasse. Lo stesso Cardinale fu irremovibile nel volere che la Madre vi apparisse come fondatrice e, di suo pugno, aggiunse, in margine alle bozze: "La fondatrice, Suor Maria di Gesù, ne è Madre a vita". Da allora l'Associazione, che ha annoverato accanto persone semplici e generose i più bei nomi dell'aristocrazia napoletana, romana e calabrese si è sempre occupata negli incontri settimanali, previsti dallo statuto, della preparazione di corredini per i neonati più bisognosi, nati poveri come Gesù Bambino nella grotta di Betlemme.

L'origine dell'elargizione di questi corredini è commovente. In piena guerra "15/"18, spinti dall'avanzata tedesca, giunsero a Napoli molti profughi friulani e Madre Landi venne a sapere che una giovane profuga aveva dato alla luce un bimbo ed era stata costretta ad avvolgerlo in giornali perchè non aveva neanche uno straccio da mettergli addosso, Suor Maria se ne occupò personalmente con le lacrime aglio occhi e, da allora la preparazione dei corredini è rimasta la tradizione più fortemente sentita nelle attività delle Dame. Gli interessi dell'Associazione si estendono a molti altri campi, naturalmente in primo luogo c'è la preghiera comune e l'adorazione al Sacramento che, oggi, si svolge principalmente nella Cappella di "", sede dell'Associazione e bellissima casa di accoglienza e di riposo per Dame anziane di cui le socie si occupano direttamente. " Villa Incoronata", un'antica casina gotica, di proprietà dell'Arcivescovo Pro Tempore di Napoli, fu data in comodato alle Dame dall'allora Cardinale di Napoli. S.E. Corrado Ursi, perchè potessero realizzare l'ultimo sogno della loro fondatrice, quello di una casa di riposo dove le consorelle potessero invecchiare insieme serenamente, continuare a riunirsi, pregare, restando vicine al Tempio dell'Incoronata e alla tomba di Madre Landi.Quando, finalmente, le Dame riuscirono ad ottenere quella che sarebbe diventata la loro amatissima sede, il "castelletto", così veniva comunemente chiamato. era solo un vecchio rudere in cui lucertole ed erbacce regnavano indisturbate. Con la tenace volontà e l'impegno di tutte le consorelle e con l'aiuto definitivo e determinante dell'eredità di Enzo Ferraiuolo, adorato compagno di vita di Rosa, una delle Dame, "Villa Incoronata" fu portata a termine e inaugurata il 23 gennaio del 1988. Da allora guarda al Tempio dell'Incoronata, cui sorge prorpio di fronte e al suo faro che illumina la notte in quel dolcissimo e forte legame che ha sempre unito la poccola, umile fondatrice alla Chiesa di Napoli e al suo Pastore.

Bice Ierace Giuliana